La visita culturale del 10 maggio ha visto come protagonisti, nel cuore di Napoli, due luoghi della cura e dell’accoglienza, il complesso della Reale Casa dell’Annunziata e il Lazzaretto.
La prima ha accolto tra le sue mura i bimbi abbandonati e gli orfani fin dal milletrecento, è stato il primo ospedale pediatrico della città e custodisce al suo interno storie di dolore, speranza e riscatto, tesori artistici, dalla meravigliosa chiesa progettata da Luigi Vanvitelli con la sua preziosa sacrestia, alla sala delle colonne. È ancora visibile la ruota degli esposti. Il Lazzaretto, dedicato a Santa Maria della Pace, conserva intatta la corsia unica. Fondato dai frati Fatebenefratelli nella seconda metà del millecinquecento per accogliere le prostitute affette da sifilide, ha ospitato e curato nei secoli i pazienti affetti da malattie infettive, dagli appestati ai colerosi.
Ad accoglierci in questo luogo silenzioso in cui si ricorreva alla bellezza per lenire la sofferenza, è stato il prof. Gennaro Rispoli, chirurgo, fondatore e direttore del Museo delle Arti Sanitarie di Napoli ospitato in questo sito da qualche anno.
Abbiamo ascoltato storie di scienza e carità, accoglienza e cura, la storia della medicina napoletana.
È stato un pomeriggio di silenzio, ascolto e riflessione.
Venerdì 8 maggio è stato presentato il programma sociale 2026 della sezione “Antonella Franzese” nella sala convegni del museo Olivetti presso Villa Vitrone in Caserta.
È stato scelto come tema annuale “I luoghi del silenzio al tempo dei social”.
Il programma prevede le visite culturali e alcuni incontri e dibattiti sul tema e sulle attività della sezione.
All’incontro è intervenuto il prof. Luigi Maffei docente della facoltà di Architettura dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli con la conferenza dal titolo “Alla ricerca di luoghi e spazi urbani che ci rigenerano”.